Yossi Loloi, “FullBeauty” sulla copertina di Fotocult, scalpore!

Yossi Loloi, firma la copertina di FOTOCULT di questo mese ed è subito un casino. Di lui posso sicuramente dire che ha pensato in “grande” col suo lavoro.

Le donne che compaiono in questa serie di fotografie, del progetto “FullBeauty”, sono grasse e nude….aahhhhhhhhhhhhhhh!! Grasse e nude nooooooooooo, non in copertina!

Invece si, cari miei, belle, grandi e con tanta carne al fuoco! Non vi eravate accorti che esistono donne sopra i 55 kg??

L’autore stesso dice di essere molto affascinato dalle donne in carne, nelle sue foto c’è esibizionismo e a parere mio, anche sensualità.

La gente si disgusta facilmente e le persone corpulente sono spesso additate.

In queste fotografie trovo le protagoniste, belle, quello che si dice delle “gran gnocche” 🙂 e trovo interessante che Loloi se ne sia sentito attirato.

Negli scatti ritrovo forme scultoree eccezionali, sono sculture umane.

Il fotografo vuole dirci: Tutti hanno diritto di essere apprezzati per come siamo!

Tra l’altro sembra che alcune delle donne siano modelle, altre abbiamo siti a pagamento dove condividono le proprie immagini nude con gli abbonati, altre ancora sono attrici porno. Ecco perché, probabilmente, sembrano disinibite di fronte al fotografo.

Progetto completo

E allora godetevi questa galleria di immagini e se volete lasciate un commento. Ciao Sara

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15 pensieri su “Yossi Loloi, “FullBeauty” sulla copertina di Fotocult, scalpore!

  1. Nell’era delle bellezze di Photoshop, questo è sicuramente un lavoro originale. E ironico. E forse provocante. In ogni caso è sicuramente un bel lavoro.
    (n.d.r.) In zoom del 2011, special issue New Talent, si parlava già di lui e di questo lavoro!

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      • Ricommento perché magari ne nasce una discussione interessante…
        La gente ne parla male perché pensa “Oddio che schifo”. E io non credo metterei una foto così nel mio soggiorno. Ma non metterei neanche una foto di guerra di Pellegrin probabilmente. Eppure di quelle o altro reportage nessuno dice che schifo, anche se ci sono corpi straziati e bambini scheletrici. Anzi, ci sono mostre e premi, e le persone dicono “che belle foto”! (non che io contesti le foto di reportage di guerra, sia chiaro, era un esempio…)

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      • Ciao Cristian, era proprio queto il mio intento. Non trovo che le donne ritratte siano corrispondenti ai canoni estetici usuali, proprio per questo le trovo attraenti e ti dirò, io una in soggiorno me la metterei! La verità è secondo me che una cosa è l’estetica, quindi una foto che esteticamente trovi bella, rilassante ecc. e allora te la metti in soggiorno, come dici tu. Una cosa è il messaggio. Cioè quello che a prescindere da ciò che è giudicato bello, traspare dalle fotografie. Continuo comunque a sostenere che queste donne siano belle, le loro forme scultoree e eccezionali, ma belle. Piuttosto mi dispiace per loro e per le limitazioni quatidiane alle quali devono sottostare! Ciao

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  2. Loloi è stato bravissimo e le foto sono veramente belle e ne escono belle anche le modelle.
    Io in salotto la metterei una foto così, del resto i quadri di Botero sono in numerosi salotti e queste donne sono così abbondanti che diventano, come dici tu, scultoree.

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  3. per quanto possa capirne di fotografia le trovo molto interessanti. per me trasudano arte….mi ricordano la modella che copiavo al liceo durante le ore di figura, burrosa e ‘plastica’. e poi evocano la preistorica Venere di Willendorf, botero e persino le Veneri del Rinascimento, primo fra tutti Tiziano. non conosco il fotografo ma credo che ci sia dietro una bella ricerca oltre ad un messaggio positivo. grazie per lo spunto! =)

  4. Mah! State a parlare di estetica delle forme e di una presunta rivoluzione dell’immagine femminile (che non c’è perchè comunque sono scatti che richiamano lo stereotipo della donna che ammicca e che vende un prodotto attraverso il suo corpo se non il suo stesso corpo) a fronte di un gravissimo problema sociale quale è l’obesità esattamente come l’anoressia: mietitori di vittime e morti sul campo; fenomeni sempre più dilaganti di cui la maggior parte dei fotografi non si curano perchè sono colpevolmente complici insieme a tutto il resto della filiera della comunicazione e dell’immagine. Applaudo chi sostiene la taglia 44 invece della 38 ma qui inveve stiamo parlando di donne con una situazione comunque di eccesso che è negazione della vita e del proprio corpo e si dovrebbe forse prestare un po’ di attenzione in più (Chiedere a chi lotta ogni giorno nei centri di sostegno per i disturbi alimentari). Cosa non si fa per un briciolo di notorietà. Messaggio agghiacciante!

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    • Alessandro scusami, ma le donne di cui parli hanno anche la testa, oltre che il corpo, hanno scelto di farsi fotografare. Magari stanno tentando di dimagrire, magari no. Io non giudico quello, giudico chi le giudica. A me sembrano belle. Il messaggio non è agghiacciante a parere mio. Ciao

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  5. Non si può negare a mio parere ciò che è reale. Negare che esistano patologie alimentari e donne come uomini “oversize”, significa che si guarda una realtà a metà. Qui probabilmente non è una questione di bellezza o di morale. Apprezzo queste foto.

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  6. Tutto ciò che è reale va rappresentato Anche dolore morte e umane patologie. Certo l’abbondanza (in questo caso eccessiva) evoca sentimenti contrastanti
    Capisco invece che questa condizione possa ispirare sentimenti ed emozioni ( abbondanza pace e serenità) del tutto slegati da quella che è l’oggettiva realtà del soggetto.
    Però credo che nessuno di quelli che dicono “che bello” vorrebbe neanche per un giorno far cambio con la vita reale di queste persone.
    Le “modelle” sono purtroppo così non per scelta ma per un maligno scerzo di natura.
    Una condizione che le espone a gravi problemi di salute.
    Trarre vantaggio economico da tale situazione è comprensibile per i malati non per chi specula con la malattia, a meno che questo sia fatto non per tornaconto personale, ma per sensibilizzare l’opinione pubblica ed aiutare quelli più sfortunati di noi.

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