Mostre di fotografia

Il dodicesimo uomo

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Un’installazione fotografica all’aperto in Piazza Carignano, nel centro di Torino, a cura di Camera – Centro Italiano per la Fotografia in occasione di Torino Capitale Europea dello Sport 2015.

Attimi di storia locale per raccontare 
il tifo come momento di coesione e condivisione. Immagini delle squadre e delle tifoserie torinesi dall’archivio della Gazzetta del Popolo come quelle degli inglesi Baker e Law, fantasiosi giocatori del Torino, o quella dei tifosi che si improvvisano spalatori per liberare il campo dalla neve e permettere alla squadra del cuore di giocare o ancora il volto di Concetto Lo Bello, arbitro duro ma amato tanto da essere eletto parlamentare della Repubblica. L’evento è un’anticipazione della mostra sul tema dello Sport che si terrà a settembre.

Su concessione dell’Archivio Storico della Città di Torino. E’ vietata ogni riproduzione con qualsiasi mezzo.

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Andre Kertesz in Europe

13.05.2015 • 13.06.2015 | James Hyman Gallery – London

The exhibition – the first of its kind to focus on Kertesz’s European work along – spans the photographer’s whole career and features well-known images as well as several unknown photographs which have never before been exhibited or published.

Born in Hungary in 1894, Kertesz was one of the most internationally significant photographers of the 20th century, influencing figures such as Brassai and Henri Cartier-Bresson and laying the foundations for photojournalism as it is known today.

Andre Kertesz in Europe begins with the artist’s earliest photographs, made in Hugnary in the 1910s, moves on to his pioneering Modernist work produced in Paris during the 1920s, and then presents later works, made in Europe after the Second World War.

Although it is often assumed that after Kertesz moved to New York in 1936 he seldom travelled, he did in fact return regularly to Europe. These trips to Europe include visits to London, France and Budapest in 1948; to Venice, France and Budapest in 1963, Hungary and Spain in 1971, London, Paris and Milan in 1972, and little known visits to England in 1972, 1980, 1983 and 1984.

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Gilbert Garcin – Faire de son mieux

Exposition du 7 mai au 13 juin 2015 à la Galerie Camera Obscura – 268, boulevard Raspail – 75014 Paris. Mardi – vendredi 12h – 19h / samedi 11 – 19h.
More info : www.galeriecameraobscura.fr

La mostra riunisce una quarantina di fotografie. Si trattaa di una scelta soggettiva, che comprende la produzione di circa 20 anni

Gilbert Garcin (1929) noto anche come Mr. G, inizia a fotografare nel 1995, una volta in pensione e, in pochissimi anni, diventa inaspettatamente un artista di fama internazionale.

Nato nel 1929 vive a Marsiglia dove è sposato e padre di famiglia. Nel momento in cui Garcin si ritira dal lavoro sente il bisogno di rielaborare le esperienze vissute per esprimere il suo punto di vista sulla vita. A questo scopo sceglie la fotografia.

Durante un workshop a Arles ha un’illuminazione: decide di creare un personaggio da inserire in situazioni metaforiche ogni volta diverse e realizzate grazie a semplici miniature fatte in casa con materiale di recupero.

Le fotografie di Garcin sono interamente realizzate con un metodo artigianale: niente colore, solo bianco e nero, e un grande rigore nella realizzazione. Con crescente entusiasmo Garcin crea centinaia di fotografie/collage che compongono la ricca “autobiografia fittizia” del signor Nessuno. Le immagini sono accompagnate da titoli che guidano la loro interpretazione e sono spesso alla base della creazione dell’opera stessa.

Recentemente Garcin ha iniziato a fotografare anche la moglie. Anche in questo caso le fotografie sono caratterizzate da una forte ironia.

REFUGEE HOTEL di Gabriele Stabile

STORIE DI MIGRANTI

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La Robert F. Kennedy Human Rigths Europe ospita dal 28 maggio al 12 giugno 2015 la mostra “Refugee  Hotel” del fotografo Gabriele Stabile, promossa da Roma Capitale  Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la curatela  di Silvana Bonfili. Prodotta  da Gabriele Stabile col supporto di CESURA, l’esposizione  presenta una selezione di 50 scatti realizzati dal 2006 al 2012 in bianco e nero e kodachrome.

Refugee Hotel è il racconto di un viaggio dei rifugiati appena sbarcati negli Stati Uniti che inizia con la prima notte americana, passata in un motel sulla strada dell’aeroporto.

Un  rifugiato  è  per  definizione  una  persona  che  ha  attraversato  un  confine  per  sfuggire  a persecuzione religiosa, politica, sessuale o etnica. Ogni anno decine di migliaia di rifugiati vengono reintegrati negli Stati Uniti. Per sei anni, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale delle  Migrazioni e altri  importanti  gruppi  umanitari, Stabile  ha  lavorato  in  diversi Stati dell’Unione  per  fotografare  rifugiati cubani, africani, asiatici e mediorientali, dal momento in cui  entravano in America attraverso il cruciale e doloroso processo di reinserimento.

Una volta in America, infatti, i rifugiati si scontrano con le difficoltà legate all’inserimento in nuove comunità e l’adattamento a nuove regole di convivenza, imparare una lingua straniera, adeguarsi a una cultura drammaticamente diversa.

Oltre a queste battaglie quotidiane,  i più soffrono e si perdono nella rielaborazione dei propri traumi, delle proprie memorie e delle proprie nostalgie.

Nelle piccole città  in cui vivono, nel cuore della middle America, realtà urbane come Fargo, Charlottesville, Erie o Amarillo alienazione e estraneità sono tanto più evidenti quanto irrisolvibili.

Da  italiano  che  per  anni  ha  vissuto e lavorato in un paese straniero, Stabile ha cercato di affrontare  in  questo  lavoro  il sentimento di  isolamento e di separazione di cui si fa esperienza quando si parte senza promessa di ritorno.

Alla luce, infine, dei recenti flussi migratori che investono le nostre coste, questo lavoro offre un’opportunità di riflessione sulle possibilità, le difficoltà, i limiti e i successi di una mirata politica di accoglienza..

Biografia.

Gabriele Stabile è un fotografo italiano che vive tra Roma e New York. Membro di CESURA dal 2010 e docente dell’ ICP, International Center of Photography di New York, ha lavorato per anni su temi legati all’immigrazione.

dal 28 maggio al 12 giugno
Robert F. Kennedy International House di Firenze
Via Ghibellina 12/A – Firenze
Inaugurazione il 28 maggio alle ore 17.00.
Orario di apertura:
dal lunedì al venerdì: 10.00/ 13.00 e 15.00/18.00.
Ingresso gratuito.

La  mostra,  già  presentata con  successo di pubblico e critica, nel settembre  2013 a New York, dal Bronx Documentary Center, è accompagnata da un volume, pubblicato da McSweeney’s (San Francisco,  2013) che raccoglie  fotografie, testimonianze in prima persona e una guida al processo di reinserimento negli Stati Uniti.

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Bruce Gilden – A complete examination of middlesex

“What I’m searching for when I walk the streets are people I can engage with: somebody whose face, and particularly eyes, screams a story.” – Bruce Gilden

In 2011, New York-based Gilden was commissioned by celebrated publishing house ‘Archive of Modern Conflict’ to capture the people and places of London. The feeling presented by this startling portrait series is that of the flaneur, where images of deep-set wrinkles, lopsided smiles and furrowed brows are counterpointed with brick walls and garden hedges. At this particular moment in time, London is mutable- subject to constant change and negotiation. These images trace a path both strange and familiar across this diverse city, narrating the environment with the raw feeling and flair that is intrinsic to Gilden’s work. Coinciding with Photo London 2015, Cob Gallery and Next to Nothing will be presenting a selection of images from this series. The hard back publication of the same title, featuring the full photographic project, will be available to purchase on site. Curated by Next to Nothing: Hattie Moir, Imogen Prus, Natasha Wigoder. –

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Postato da Anna “.”

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Un pensiero su “Mostre di fotografia

  1. Grazie per queste segnalazioni che mi hanno portato all’incontro con un artista finora sconosciuto: Gilbert Garcin che mi piace tantissimo e che considero fonte di ispirazione.. Alla via così

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