Storia di una fotografia. Richard Drew “The Falling Man” 2001

Ci sono fotografie che mi hanno impressionata e che rimarranno sempre stampate nella mia mente.

Qualcuna perchè violenta, qualcuna perchè esteticamente accattivante per me, questa perchè è tragica, tremenda, mi fa tremare le gambe.

L’uomo che cade è lo scatto di una giornata che cambierà la vita di Drew, fotografo della AP da circa 42 anni. L’11 settembre era a N.Y. per la New York Fashion Week. Si trova in Chambers Street, con le torri in fiamme, davanti a lui. “Ero tra la West Street and Vesey, proprio vicino il World Financial Center”, ricorda Drew. “Ero vicino ad un ufficiale di polizia e penso che fu lei a dire ‘Oddio, guarda!’, Alzammo lo sguardo e vedemmo molte persone che si lanciavano dal palazzo.

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“The Falling Man” Richard Drew

Furono più di 200 le persone che scelsero di morire saltando, quell’11 settembre.
“The Falling Man” è stata scattata alle 9.41 di quell’11 settembre ed è una di una serie di foto di persone che scelsero di buttarsi giù dal World Trade Center.

Lo Chef del ristorante Windows of the World ipotizzò che The Falling Man fosse Jonathan Briley, un cameriere di 43 anni: la sua unica prova era l’uniforme che disse di aver riconosciuto nello scatto. A tutt’oggi non ci sono prove a sostegno dell’identità dell’anonimo nella foto, ma solo speculazioni e supposizioni.

“The Falling Man” è stata pubblicata su molte testate del 12 settembre 2001, incluso il The New York Times. I lettori si arrabbiarono affermando che l’immagine usasse la morte di un uomo.

Drew disse: “Non c’è sangue, non c’è violenza”, dice. “Si tratta solo della pacifica immagine di un uomo che cade. Chiunque la guardi può identificarsi molto con essa. E come se dovessero chiedersi cosa avrebbero fatto al loro posto, quel giorno al World Trade Center”.

Prima di questo scatto diventato icona di quel 2001, Drew aveva vinto il Premio Pulitzer nel 1993.

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2 pensieri su “Storia di una fotografia. Richard Drew “The Falling Man” 2001

  1. Il fatto che le persone si siano arrabbiate osservando una foto come questa rientra nella questione più grande del cosa il fotografo dovrebbe fotografare. In teoria allora non si sarebbe dovuto fotogafare nemmeno la torre che crollava, con altre persone che morivano. O il bambino africano che muore di fame, o le fosse comuni ecc..
    Per quanto difficile o crudo, il lavoro del fotografo è anche quello di documentare. Tra 100 anni guardando questa foto la gente dirà: “l’11 settembre moltre persone decisero di buttarsi dal palazzo”.
    Chissà, forse il problema sta nel fatto che lo stesso mezzo, la fotografia, è usata per immortalare momenti bellissimi o tragici. Forse il fotografo può scegliere quali fotografare. Non lo so…

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