A me Jessica Backhaus piace molto. A voi?

Jessica Backhaus è nata a Cuxhaven, in Germania, nel 1970 ed è cresciuta in una famiglia di artisti.

All’età di 16 anni, si è trasferita a Parigi, dove ha poi studiato fotografia e comunicazione visiva. Qui è avvenuto l’incontro con Gisèle Freund, che poi divenne la sua mentore.

Nel 1995, la sua passione per la fotografia l’ha guidata verso New York, dove ha lavorato come assistente per diversi fotografi, ha seguito i propri progetti ed ha vissuto fino al 2009.

Jessica Backhaus è considerata una delle voci più significative nella fotografia contemporanea tedesca oggi.

I suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive, tra cui la National Portrait Gallery, Londra, e il Martin-Gropius-Bau, Berlino. Le sue fotyografie fanno parte di molte collezioni d’arte, tra cui Art Collection Deutsche Börse, Germany, ING Art Collection, Belgium, Collection of the Museum of Fine Arts, Houston, USA and the Margulies Collection, Miami, USA.

Attualmente basata a Berlino, Jessica divide il suo tempo e la sua vita tra Europa e Stati Uniti. Ha pubblicato sei libri con Kehrer Verlag: Jesus and the Cherries (2005), What Still Remains (2008), One Day in November (2008, dedicato a Gisèle Freund), I Wanted to See the World (2010), ONE DAY – Ten Photographers (2010), Once, Still and Forever (2012).

Oltre alle monografie pubblicate con Kehrer Verlag, il lavoro di Jessica Backhaus è incluso in:
Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman di Boris Friedewald – Le 55 donne fotografe più influenti nella storia (Prestel, 2014)
The Photographers’ Sketchbooks di Stephen McLaren and Bryan Formhals (Thames & Hudson, 2014) – Un libro che illustra i processi creativi dell’era fotografica moderna; tra gli autorio anche Alec Soth e Trent Parke.

Jessica Backhaus was born in Cuxhaven, Germany in 1970 and grew up in an artistic family.

At the age of sixteen, she moved to Paris, where she later studied photography and visual communications. Here she met Gisèle Freund in 1992, who became her mentor.

In 1995 her passion for photography drew her to New York, where she assisted photographers, pursued her own projects and lived until 2009.

Jessica Backhaus is regarded as one of the most distinguished voices in contemporary photography in Germany today. Her work has been shown in numerous solo and group exhibitions, including the National Portrait Gallery, London, and the Martin-Gropius-Bau, Berlin. Her photographs are in many prominent art collections including Art Collection Deutsche Börse, Germany, ING Art Collection, Belgium, Collection of the Museum of Fine Arts, Houston, USA and the Margulies Collection, Miami, USA. Based in Berlin, Jessica divides her time and life between Europe and the United States. She has published six books with Kehrer Verlag: Jesus and the Cherries (2005), What Still Remains (2008), One Day in November (2008, dedicated to Gisèle Freund), I Wanted to See the World (2010), ONE DAY – Ten Photographers (2010), Once, Still and Forever (2012).

Jessica Backhaus is based in Berlin and is currently working on a new project,

In addition to the monographies published with Kehrer Verlag, Jessica Backhaus’s work is also included in:

Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman by Boris Friedewald
The 55 most influential women photographers in history. (Prestel, 2014)

The Photographers’ Sketchbooks by Stephen McLaren and Bryan Formhals (Thames & Hudson, 2014)
A book that celebrates the creative processes of the modern photographic era; among the authors also Alec Soth and Trent Parke.

An interview

http://www.jessicabackhaus.net/

Anna “°”

Advertisements

8 pensieri su “A me Jessica Backhaus piace molto. A voi?

  1. La conoscevo già, mi ha intrigato fin da subito…. le sue fotografie parlano di cose semplici, quotidiane, soggetti non propriamente “epici”… vita di tutti i giorni, con una particolare capacità di vedere il colore. MI piace molto uno dei suoi lavori più conosciuti “Once, still and forever”, sembrano immagini capitate per caso, ma ci vogliono occhio e sensibilità per coglierle.
    Marco

    Mi piace

  2. Mi piace molto. Mi ricorda la pittrice Letizia Fornasieri, tutte e due dipingono la quotidianità. Sono le cose quotidiane, l’altalena che dondola al vento, o i panni da stirare su una sedia (Fornasieri) che hanno una poesia che solo alcuni hanno lo sguardo capace di cogliere.

    Mi piace

  3. Buongiorno Sara, vorrei ringraziarti (mi perdonerai per essermi preso il diritto di darti del tu) innanzitutto per i numerosi spunti di riflessione, che questo spazio mi fornisce quotidianamente. Forse la mia digressione è un po’ off topic e mi scuso anticipatamente. Da buon fotoamatore, che vuole approfondire i propri studi da autodidatta nel campo della fotografia, mi sono accorto, osservando anche le foto dell’autrice pubblicata in questo post, che mi risulta difficile analizzare e, quindi, comprendere d’acchito ( o comprendere per niente rimanendo con un grosso punto interrogativo in testa) tutto ciò che si cela dietro una foto, ad esempio, di un muro con l’intonaco scrostato (perdonami la stupida ma necessaria semplificazione). Tutto questo per porti tre domande:
    c’è un modo per amplificare e migliorare il proprio senso critico rispetto ad un certo tipo di linguaggio fotografico, più ricercato, più celato? o sono destinato, come altri (spero 🙂 ), a non comprendere un certo tipo di fotografia?
    E, quindi, andando un po’ oltre le mie domande elementari: la fotografia si esprime con un “linguaggio globale”? è veramente un’arte che può interagire con tutti?
    Grazie ancora
    Buona giornata
    Gianpaolo

    Mi piace

    • Ciao Gianpaolo, innanzitutto, grazie per aver scritto. Già il fatto che tu ti sia posto queste domande, ti pone nella posizione di chi sta per fare quel salto di cui speri. La fotografia è un linguaggio globale perchè visibile da tutti, non lo è perchè tra l’interpretazione del fotografo e quella del fruitore finale, si frappongono molti elementi. Il messaggio che il fotografo voleva dare, potrebbe essere completamente diverso dal messaggio che viene recepito. In merito proprio a questo, ho scritto il mio ultimo libro. Grazie ancora per l’intervento, spero il blog possa continuare ad esserti utile. Ciao Sara

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...