Cos’è la fotografia per un fotografo?

“Fa parte del lavoro del fotografo vedere in

modo più intenso di quanto non facciano le

altre persone.

Egli deve avere e tenere in vita dentro di sé

qualcosa di simile alla recettività del

bambino che guarda il mondo per la prima

volta o del viaggiatore che si avvicina a un

paese sconosciuto.”

Bill Brandt

La fotografia è il mezzo attraverso il quale un fotografo propone, oltre alle sue conoscenze tecniche, un prodotto che svela al pubblico un soggetto, un evento, un luogo o semplicemente alcune sensazioni che ha provato.

Molti fotografi hanno trattato, nel corso della storia della Fotografia, gli stessi argomenti, ma, facendo affidamento sul proprio talento, hanno reso lo stesso soggetto del tutto personale, grazie alla capacità interpretativa che hanno applicato al progetto.

Il fotografo è normalmente portato a proporre le proprie immagini al pubblico, dubito delle persone che, mostrandomi una foto dicono “Ma io scatto per me…”. Anche perché me la hanno appena mostrata.

E’ rarissimo.

Gli autori hanno voglia di mettersi in gioco e di mostrare, oltre al foglio dove pare ci sia appiccicata un’immagine, un oggetto che ha un contenuto preciso in qualche caso, un messaggio.

Chi guarda la foto ha la possibilità di interpretare.

Intercorrono tra loro, la capacità del fotografo di “parlare con la fotografia” e la possibilità del lettore di “interpretare la fotografia”.

In qualche caso il messaggio è chiaro a tutti. Spesso il messaggio è qualcosa che si intende, andando a scavare nel contenuto della fotografia.

L’”intenzione dell’autore” è intrinsecamente congiunta all’autore stesso.

Vien da chiedersi se, nell’intenzione del fotografo, ci fosse proprio la volontà far percepire quel preciso messaggio. In qualche caso, il messaggio sfugge di mano al fotografo e la fotografia o il portfolio, prendono vita propria, dando il via ad alcune interpretazioni che poco hanno a che fare con il fine per cui l’immagine stessa è stata scattata.

Quindi, non si può dire con convinzione che l’idea del fotografo fosse esattamente di provocare quella reazione precisa nel fruitore delle immagini.

Diverso è per i discorsi fatti a voce, in questo caso, nel momento in cui la frase manchi di chiarezza, basta chiedere se sia davvero tutto chiaro o meno.

Per le fotografie, soprattutto se proposte singole, questa possibilità, da fotografi, non la abbiamo.

Quello che produciamo ha subito riscontro visivo.

Penso alla gente che frequenta le mie mostre, alle quali non posso sempre essere presente.

MI chiedo spesso “Ma mi sarò spiegata?”

So che le possibilità di percezione si aprono a mille esplorazioni differenti.

Ricordo perfettamente mio nipote che, di fronte ad una mia foto, appesa a casa, mi dice:

“Zia, ma tu insegni a fotografare?”

Ed io “Si”

“Zia, allora perché in questa foto non si vede niente bene ed è tutta sfuocata, il bambino è morto?”

“No, dorme, la foto è mossa non sfuocata”

“Ma il cavallo sta scappando?”

“Ecco, Giuseppe, mh… no è una mucca, non scappa, non ti piace?

“No, mi fa paura”.

p_0010

Sara Munari da “Oceano India”

Una fotografia propone una serie di significati nascosti, rispetto a ciò che appare.

Alcuni elementi sono facilmente riconoscibili, per somiglianza con cose reali, ma suggeriscono idee o messaggi, che talvolta non sono nemmeno vicino al rappresentato.

Questo è un estratto del mio secondo libro, una piccola parte.

copertina_fotografoequilibrista_ebookPer chi è incuriosito, il libro si trova qui

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2 pensieri su “Cos’è la fotografia per un fotografo?

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