Scoprendo Benedusi

Ho incontrato Settimio nel suo studio a Milano, pochi giorni fa. Incuriosita dal personaggio a volte discusso a volte idolatrato, sono andata a conoscerlo.
Lo studio ha luci basse, accoglienti. Appena entrata leggo una scritta che mi fa sorridere. Il senso della frase riprodotta in grande è: io parlo con tutti. Rido tra me e me pensando che è l’ esatto opposto di una frase che ho su in quadro in studio, all’entrata, che cita: Non parlo con chi non mi capisce.
Mi fa sedere, ci presentiamo e mi mostra il progetto che vedrete presto esposto in mostra.
Es_senza, questo il titolo del lavoro, che si inaugura mercoledì 2 dicembre alle ore 18.30 presso il Leica Store & Galerie di Milano (Via Mengoni, 4 – angolo Piazza Duomo).
Dal fondo dello studio un’enorme faccia bianca ci osserva senza espressione. Non so che cavolo sia ma mi inquieta.
Mi sento lusingata per il fatto che ne abbia parlato a me.
Ho osservato il lavoro con attenzione. Interessante. L’assenza del padre, deceduto qualche anno fa, viene messa in rilievo dalla “sparizione” effettiva della sua figura, nelle immagini di Settimio bambino. Settimio rimane solo, spesso abbandonato ad un equilibrio  precario, senza sostegno. Un lavoro intimo che ho consigliato di continuare nel tempo. Il lavoro fiorisce nell’immagine di Benedusi in mutande, con sua madre. Silenziosi e quasi nudi di fronte all’obiettivo. Una sorta di “punto” in una frase lunga, non ancora terminata.
L’esposizione è stata studiata anche nella sua realizzazione che presenterà sorprese interessanti. Se fossi in Settimio e la stagione fosse favorevole, mi presenterei in mutande! Durante la stessa occasione si presenterà il nuovo numero di EYESOPEN tutto dedicato al tema dell’assenza.
Spero abbiate occasione di visitarla, aspetto le vostre impressioni.
Ciao Sara

Questa e’ la sua intelligente biografia:

A: Nasco in provincia, sotto il segno dei gemelli. Passo la gioventù cazzeggiando in maniera irresponsabile e vuota, approfittando in tutte le maniere del boom economico degli anni 60, che mi fa fare un’agevole vita, pur non facendo nulla per meritarlo. Mi trascino per le varie scuole, cercando di ottenere risultati da sopravvivenza, con il minimo sforzo. Leggiucchio un po’ qui e un po’ lì, facendomi una vaga infarinatura di tutto, senza mai veramente approfondire nulla. Mi viene regalata una macchina fotografica, tramite la quale penso di rendere le mie giornate adolescenziali meno noiose: così succede. Intorno ai vent’anni, trascinandomi ancora più svogliatamente negli studi di legge, mi sposto a Milano, cercando di far diventare la fotografia la mia professione. Sono i mitici anni ottanta, e sarebbe facile anche per un’idiota fare qualcosa: ci riesco infatti anch’ io. Faccio prima l’assistente, poi, dal 1990, il fotografo per mio conto. Un’innumerevole serie di botte di culo fanno in maniera che mi trovi nel posto giusto al momento giusto, per cui qualcosina riesco a fare. Solo per aver lavorato per alcuni giornali come fotografo e grazie ai corporativismi addirittura di era fascista, riesco a prendere la tessera da giornalista pubblicista, avendo per questo immotivati privilegi. Giro il mondo, convinto presuntuosamente di fare qualcosa di pericoloso ed innovativo, mentre invece vengo portato in giro come un fighetto milanese, cosa che peraltro sono. Per un’ennesima botta di culo comincio nel 2003 un blog sul mio sito, dove, usando parole come sincerità/verità/compartecipazione, mi faccio invece semplicemente bello di quei pochi immeritati successi che mi piombano dal cielo. Riesco così bene a distribuire del fumo, che mi chiamano (a me!) ad insegnare in posti prestigiosi (prima che io arrivassi) come l’istituto europeo di design o il toscana photographic workshop. Continuo a fare fotografie, scopiazzando di qui e di là, e confondendo la mia indolenza e pigrizia con velocità ed efficenza. Prima o poi il mio culo passerà, e le mie fotografie faranno la fine che si meritavano fin dall’inizio: l’oblio. In fondo c’è poco da dire: sono uno stronzo.

B: Nasco di fronte al mare, sotto il segno dei gemelli. La curiosità è uno dei miei primi ricordi, che soddisfo andando al cinema (il cineforum con dibattito!), leggendo (Steinbeck, Andrea Pazienza, Calvino…) e ascoltando musica (De Andrè!) come un pazzo. Faccio il liceo classico, avendo come compagno di banco un genio folle, Claudio, che ora fa l’insegnante di matematica all’università. Grazie a mio papà, verso i dodici anni (lo ricordo come se fosse ora), vengo stregato dalla fotografia: da quel momento non penserò ad altro, leggendo e guardando tutto ciò che la riguarda. Pur frequentando l’università di giurisprudenza verso i vent’anni mollo tutto e, non conoscendo niente e nessuno, mi trasferisco a Milano, allo sbaraglio. Gli inizi sono difficili, ma con costanza e tenacia riesco prima a fare l’assistente e poi (finalmente!) il fotografo professionista. Riesco fin da subito sia a pubblicare per riviste (per migliorare il mio book), e sia a fare lavori commerciali (per mantenermi). proprio lavorando per riviste di tutte le maggiori case editrici (Mondadori, Rizzoli, Rusconi, Condè Nast…) riesco ad iscrivermi all’ordine dei giornalisti. Grazie alla passione per la scrittura ho un seguitissimo blog, fin dal 2003, sul mio sito personale, ed un altro sul sito del Corriere della Sera, il più importante news-magazine italiano. Partecipo per sette anni consecutivi ed unico italiano alla realizzazione della celeberrima rivista di costumi da bagno Sports Illustrated. Faccio ritratti a tutto il gotha italiano. Grazie a questa positiva frenesia estendo la mia attività ben oltre la semplice professione, insegnando allo IED, tenendo workshop al TPW, facendo mostre (al buio!), tenendo conferenze, partecipando a programmi televisivi…cercando in questa maniera di condividere con gli altri il poco o tanto che io so, convinto che “tutto ciò che si dà, si riceve”. Facendo fotografie ho avuto il privilegio di viaggiare in tutto il mondo, vivendolo in una maniera che sarebbe stata impossibile lo avessi fatto come semplice turista. Sono felice per tutto ciò che ho fatto fino ad ora, e spero che le mie fotografie rimangano per sempre come testimonianza della mia maniera di vedere il mondo e le persone. Mi piace riassumere le mille caratteristiche di una persona con un piccolo dettaglio. Il mio vorrei fosse questo: non butto mai la carta per terra.

Questo il suo sito

Il copyright delle immagini che seguono è di Settimio Benedusi

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4 pensieri su “Scoprendo Benedusi

  1. Benedusi è un tipo strano. Anni fa, leggendo il suo blog, pensavo fosse uno stupido arrogante. Ora, leggendo il suo blog, penso sia (o faccia) ancora un po’ l’arrogante, ma credo sia molto intelligente. Mi auguro che questo mio cambiamento di opinione sia anche perché forse un pochino sono maturato, ragionando di fotografia.
    Credo comunque che dietro la facciata si nasconda una persona buona, forse addirittura generosa, e mi viene voglia di pensare che fotografi super modelle in costume per vivere, ma in realtà le sue passioni siano altre.

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