Polaroid, è ancora “magica”?

Edwin H. Land, nasce nel 1909 nel Connecticut,  nel 1926 lascia l’università dopo un solo anno e continua le sue ricerche sulla polarizzazione della luce alla quali fanno seguito una serie di brevetti.

Negli anni successivi continua le ricerche realizzando molteplici  invenzioni legate alla polarizzazione della luce, brevettando filtri ottici, e producendo occhiali, visori notturni molto utilizzati dalla marina e dall’esercito.

Nel 1937, Edwin H. Land fonda la Polaroid Corporation.

Solo nel 1947, dopo anni di sperimentazioni, Mr. Land stupisce il mondo presentando la prima fotocamera istantanea.

L’anno successivo, a Boston,  viene venduta  la prima Land Camera.

Fino a quel momento la fotografia  aveva “subito” il lasso di tempo che dallo scatto passava alla visualizzazione dell’immagine, potete capire benissimo quale portata e quale ritorno abbia avuto l’intuizione di Mr. Land.

Nel 1956 sono un milione le fotocamere prodotte da Polaroid, nel 63 introduce la prima pellicola a colori e nel  1970 presenta la “SX-70 Land”, fotocamera completamente automatica e pieghevole, indubbiamente una delle icone degli anni 70 , è evidente che la fotografia diventa un nuovo modo di esprimersi e la possibilià di realizzare e vedere le immagini che prendono vita nelle proprie mani ha sicuramente un sapore magico, tanto da considerare Edwin H. Land “il genio e la sua camera magica”  come recitava la copertina di LIFE a lui dedicata.1972LC 1027.jpg

Nel 1980 Edwing Land, dopo cinquant’anni di successi e insuccessi, lascia la Polaroid.

Le pellicole e le fotocamere Polaroid sono state utilizzate praticamente da tutti i grandi fotografi,  da Ansel Adams in poi, credo non esista fotografo che non abbia provato l’emozione della stampa istantanea. Lo stesso Adams, ricevendo una fotocamera in regalo da E.H. Land, scrisse ringraziandolo: “non vedo l’ora di provarla….penso sarà una delle più grandi conquiste della storia della fotografia” .

Edwin Land ha sempre cercato la perfezione per le sue istantanee, le Polaroid hanno però sempre “subito” le variabili in gioco e l’instabilità del risultato credo però siano state le armi vincenti della Polaroid, il risultato non sempre perfetto e l’influenza che, temperatura, particolari soggetti e/o luce avevano sul risultato, hanno da sempre caratterizzato l’immagine finale.

Come aspetto fascinoso della Polaroid non possiamo inoltre dimenticare l’unicità del risultato, tanto da aver spinto nemerosi fotografi e artisti ( qui il lavoro di A. Warhol ) al suo utilizzo ( una piccola selezione da The Polaroid Collection la potete trovare  QUI )

Nel 2008 la Polaroid, probabilmente incalzata dall’avvento del digitale, cessa la produzione delle pellicole istantanee, il sogno però non svanisce definitivamente, parleremo presto degli sforzi intrapresi da un gruppo di persone per non far morire la “favola”.

Giovanni

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2 pensieri su “Polaroid, è ancora “magica”?

  1. Ciao.
    E’ incredibile il fascino che questi piccoli “prodigi” riescano ad avere su di me.
    Adoro le POLAROID ed il loro mondo…
    …e spero sempre di poter imparare ad usarle come si deve…

    Grazie,
    Ivano.

    P.S.: mi sarei aspettato anche un accenno a Maurizio Galimberti ed al suo modo di lavorare con le POLAROID.

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  2. Pingback: Un progetto impossibile. La magia continua | MU.SA.

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