Ricordatevi di ricordarVi di voi.

La fotografia istantanea ha cambiato la storia della nostra vita. In una frazione di secondo, ciò che è del tutto usuale, viene trasformato in “ricordo”. Il presente diventa automaticamente passato e nel tempo raccogliamo attimi che andranno a costruire il percorso della nostra vita.

Mio padre nel suo studiodsc_0015

Le istantanee si diffondono dal XX secolo e oggi chiunque può produrre fotografie di ogni genere, cronaca, pubblicità, reportage. Fino all’avvento del digitale, tra lo scatto e la visione delle immagini, scorreva un lasso di tempo necessario allo sviluppo e alla stampa.

Quando arrivavano a casa le stampe era una festa. Ci si metteva in cerchio a scorrerle, ci si stupiva, si piangeva o gioiva.

Le istantanee ci mettevano, allora, nelle condizioni di riflettere sulla nostra mortalità, sul tempo che scorre.

Ci davano opportunità di scegliere a cosa dare importanza, i nostri soggetti erano speciali.

Ma oggi, cos’è oggi un’istantanea?

Spesso le fotografie che produciamo, non riguardano più persone, luoghi speciali o oggetti da ricordare.

Oggi le fotografie si scattano di continuo. Tutto è degno di essere fotografato, in qualsiasi momento.

Inoltre, le nostre immagini, non si vivono più in forma privata, la diffusione coi social media è quasi esasperante. Tutti vedono tutto di tutti.

Le nostre immagini raggiungono perfetti sconosciuti dall’altro lato del mondo.

Questo sta cambiando la storia delle nostre vite, quello che rimarrà di noi?

Il nostro bisogno di essere visti e approvati nell’immediato ci porterà a non essere più riconosciuti e forse nemmeno ricordati, nel lungo periodo?

Oggi mi son svegliata con queste domande in testa.

Ciao

Sara

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5 pensieri su “Ricordatevi di ricordarVi di voi.

  1. In questo tempo dove si registra tutto, ma si smarrisce anche tutto, la fotografia di massa è intesa più come un flusso in stop motion, di tante piccole storie che si somigliano tutte e che paradossalmente somigliano poco alla realtà. Penso che sia affermativa la risposta alle tue domande, domani come un tempo verranno ricordati i grandi, ma come disse de Gregori “la storia siamo noi”, no? Un caro saluto Sara, ti seguo sempre con interesse.

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  2. Pingback: Ricordatevi di ricordarVi di voi. — MU.SA. | Claudio Turri

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