Alexander Gronsky

Alexander Gronsky (Александр Гронский, born Tallinn, Estonia, 1980) is a landscape photographer, currently based in Riga, Latvia. He is known for his photographs of the Russian landscape, which have received solo exhibitions, awards and were published in a book, Pastoral.

He became an assistant to a commercial photographer at age 17. In 1998, aged 18, he left Estonia. Between 1999 and 2008 he worked as a press photographer for Russian and international media, covering Russia and the former USSR. He joined the Photographer.ru agency in 2003 and in 2006 moved to Russia. He works commercially for advertising agencies, corporations and humanitarian organisations.

Since 2008 Gronsky has been oriented more on personal projects[2] focusing on how geography influences the emotions and behaviour of its inhabitants, particularly those residing in the Russian landscape: Less Than One (2006-2009), a portrait of Russia’s outermost regions, areas with a population density of less than one person per square kilometer; Endless Night (2007-2009), Murmansk, the largest city within the Arctic Circle, where the harsh winter is exacerbated by two months of night-time; The Edge (2008-2010), the same outskirts of Moscow as Pastoral only in winter; Mountains and Waters (2011), a study of China in which the mist and cloud that pervade the photos allude to traditional Chinese painting but the subject matter is contemporary: new housing, infrastructure and construction, in diptychs; Pastoral (2008-2012), explores the suburbs between Moscow and the countryside that surrounds it, evoking man’s encounter with nature – picnickers eat beside heavy industry, sunbathers lie next to construction sites, and people stroll past piles of urban detritus; and Norilsk (2013).

Gronsky’s book Pastoral was published in 2013. As Mikhail Iampolski, professor of Russian and Slavic Studies, writes in the introduction, “The title of the cycle is ironic. A pastoral always depicts a rural idyll, in contrast to the life of city dwellers, to whom it is addressed. In Gronsky’s cycle, the cardinal difference between the rural, the natural and the urban is lifted. This particular pastoral is not about a contrast, but about an indefinite transition.” The critic Sean O’Hagan, reviewing Pastoral in The Observer, said “It is essentially, a book about how people use – and abuse – the precious green spaces available to them.” Gronsky says he spent two years familiarising himself with all the suburbs of Moscow and a further two years photographing those he considered interesting. Rather than use a large format camera with a tripod as is typical for this style of photography, he kept his equipment to a minimum, using just a portable Mamiya 7 camera. This portability meant he did not look like a photographer, and gave him greater agility whilst composing to react to peoples’ movements. Genevieve Fussell, writing in The New Yorker, said the work included “measured compositions and a deft use of color”. O’Hagan also said “In photography, the edgeland has also become a prevailing subject in recent years, [. . .] If this is much travelled-territory, Gronsky nevertheless makes it his own.” Alexander Strecker, writing in Lens Culture, said “Gronsky is a landscape photographer at heart. His skillful use of perspective and talent for composition lead the observer’s eye deeply into the landscape, generating a sense of astonishment for every place portrayed in photo. But simple astonishment deepens into something more complex as we take in the layered images”

Photobooks
Contact Sheet 166: Alexander Gronsky. Syracuse, NY: Light Work, 2012.
Pastoral / Moscow Suburbs. Rome: Contrasto, 2013.
Less than One. Tokyo: Tycoon Books, 2014.
Norilsk. Taipei: The Velvet Cell, 2015.

Solo exhibitions
2011: Mountains & Waters, Photo Levallois festival, Levallois, France.
2012: Pastoral, Light Work, Syracuse, NY.
2012: Mountains & Waters, Polka Galerie, Paris.

An interview

Alexander Gronsky (nato a Tallinn, in Estonia nel 1980) è un fotografo paesaggista, attualmente basato a Riga, Lettonia. E’ molto conosciuto per le sue fotografie del paesaggio russo, che sono state oggetto di mostre personali, hanno ricevuto premi e sono state pubblicate in un libro, Pastoral.
Gronsky diventò assistente di un fotografo commerciale all’età di 17 anni. Nel 1998, a 18 anni, lasciò l’Estonia. Tra il 1999 e il 2008, lavorò come fotogiornalista per media internazionali e russi, coprendo la Russia e le repubbliche della ex Unione Sovietica. Si uni all’agenzia Photographer.ru nel 2003 2 nel 2006 si trasferì in Russia. Svolge attività di fotografo commerciale per agenzie pubblicitarie, aziende e organizzazioni umanitarie.
Dal 2008 Gronsky si è orientato maggiormente verso progetti personali, focalizzandosi su come la geografia influenza le emozioni e il comportamento degi abitanti, particolarmente per coloro che vivono in Russia: Less Than One (2006-2009), un ritratto delle più sperdute regioni della Russia, area con una denistà di popolazione di meno di una persona per chilometro quadrato; Endless Night (2007-2009), Murmansk, la più grande città all’interno del Circolo Polare Artico, dove gli inverni rigidi sono esacerbati da due mesi di notti; The Edge (2008-2010), gli stessi sobborghi di Mosca rappresentati in Pastoral, solo d’inverno; Mountains and Waters (2011), uno studio sulla Cina, in cui la nebbia e le nuvole che pervadono le foto, alludono alla pittura tradizionale cinese, ma con soggetti contemporanei: nuove abitazioni, infrastrutture e costruzioni, in dittici; Pastoral (2008-2012), esplora i sobborghi tra Mosca e la campagna circostante, evocando l’incontro dell’uomo con la natura – persone che fanno picnic di fianco a delle industrie, gente che prende il sole vicino a cantieri in costruzione e persone che passeggiano in mezzo a detriti urbani; e Norilksk (2013)
Il libro Pastoral fu pubblicato nel 2014. Come Mikhail Iampolski, professore di studi russi e slavi, scrive nell’introduzione, “Il titolo del ciclo è ironico. Una pastorale raffigura sempre un idillio rurale, in contrasto con la vita dei residenti in città, a cui si rivolge. Nel ciclo di Gronsky, la differenza maggiore tra il rurale, il naturale e l’urbano viene eliminata. Questa particolare pastorale non riguarda un contrasto, ma una transizione indefinita”. Il critico Sean O’Hagan, in un articolo pubblicato sull’Observer, dise “E’ essenzalmente un libro che riguarda il modo in cui la gente usa – e abusa – i preziosi spazi verdi a disposizione.” Gronsky afferma di aver trascorso due anni a familiarizzare con i sobborghi di Mosca ed ulteriori due anni a fotografare ciò che reputava interessante.
Invece di utilizzare una fotocamera di grande formato con un treppiede, come sarebbe tipico per questo genere di fotografia, egli riduceva la sua attrezzatura al minimo, utilizzando soltanto una Mamiya 7 portatile. Questo implicava che non sembrasse un fotografo, e poteva essere più agile e veloce nella composizione, per reagire ai movimenti delle persone. Genevieve Fussell, scrivendo su The New Yorker, affermò che il lavoro era caratterizzato da “composizioni misurate e un abile uso del colore”. O’Hagan disse “In fotografia, la terra di confine è diventato uno dei soggetti prevalenti in anni recenti, [. . .] Se questo è un territorio molto frequentato, Gronsky comunque lo rende proprio. Alexander Strecker, scrivendo su Lens Culture, disse “Gronsky è un paesaggista nel cuore. Il suo abile utilizzo della prospettiva e il suo talento per la composizione conduce l’occhio dell’osservatore nel profondo del paesaggio, generando un senso di stupore per ogni luogo raffigurato in fotografia. Ma il semplice stupore si trasforma poi in qualcosa di più complesso, non appena si colgono le immagini stratificate”

http://www.alexandergronsky.com/#/

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