Candida Höfer

Candida Höfer (nata nel 1944) è una fotografa tedesca, basata a Colonia ed unex-studente di Bernd e Hilla Becher. Vcome altri studenti dei Becher – Axel Hütte, Andreas Gursky, Thomas Ruff, Thomas Struth – il lavoro della Höfer è noto per la perfezione tecnica e l’approccio strettamente concettuale. Dal 1997 al 2000, ha insegnato come professoressa alla Hochschule für Gestaltung, Karlsruhe.

Nata nel 1944 a Eberswalde nella regione del Brandeburgo, Candida Höfer è figlia del giornalista tedesco Werner Höfer. Dal 1964 al 1968, la Höfer ha studiato alla Kölner Werkschulen (Cologne Academy of Fine and Applied Arts).. Dopo la laurea, ha iniziato a lvorare per dei giornali come ritrattista, producendo una serie sui poeti di Liverpool. Dal 1970 al 1972, ha studiato dagherrotipia, mentre lavorava come assistente di Werner Bokelberg ad Amburgo. Più tardi ha frequentato la Kunstakademie Düsseldorf dal 1973 al 1982, dove ha studiato cinema con Ole John e, dal 1976, fotografia con Bernd Becher. Insieme a Thomas Ruff, lei è stata una dei primi allievi del Becher ad utilizzare il colore, mostrando il suo lavoro con proiezioni di diapositive. Mentre frequentava la scuola, ha ideato un film che ha poi girato con Tony Morgan nelle gelaterie Da Forno a Düsseldorf nel 1975.

La Höfer ha iniziato a scattare fotografie a colori degli interni di edifici pubblici quali uffici, banche e sale d’attesa nel 1979, mentre studiava a Düsseldorf. Il raggiungimento della fama è arrivato con una serie di fotografie che mostravano lavoratori ospiti in Germania, dopo di che si è concentrato sul soggetto “Interni”, “Camere” e “Giardini zoologici”. La Höfer si è poi specializzata in fotografie di grande formato di interni vuoti e spazi sociali che catturano la “psicologia dell’architettura sociale” Le sue fotografie sono scattate con una classica e diritta angolazione frontale o cercando una diagonale nella composizione. Tende a scattare ogni stanza priva di azione da un punto di osservazioneelevato, vicino ad una parete, cosicchè il muro più lontano si al centro dell’immagine risultante. Fin dalle sue prime creazioni, è sempre stata interessata a rapprensentare spazi pubblici, come musei, biblioteche, archivi nazionali o teatri d’opera, svuotati da ogni presenza umana. le immagini della Höfer si è sempre focalizzata, in maniera consistente, su questi interni vuoti sin dagli anni 80. La Höfer raggruppa le sue foto in serie in base a tematiche istituzionali e geografiche, ma la similitudine formale tra le sue foto è il principio organizzativo dominante.

Nella sua serie Zoologische Gärten (1991), la Höfer sposta il focus dagli interni agli zoo in Germania, Spagna, Inghilterra, Francia e Olanda. Sempre con il suo inconfondibile stile descrittivo, le immagini della Höfer cercano ancora di smantellare il ruolo giocato dalle istituzioni nella definizione dello sguardo del fruitore, documentando gli animali in cattività.

Nel 2001, per Douze-Twelve, commissionato dal Musée des Beaux-Arts et de la Dentelle di Calais e più tardi in mostra a Documenta 11, la Höfer ha fotografato 12 copie di Les Bourgeois de Calais di Auguste Rodin, nelle loro installazioni in diversi musei e parchi di sculture. Dal 2004 al 2007, ha girato il mondo per fotografare le opere iconiche di On Kawara della serie “Today” nelle case di collezionisti privati. Nel 2005, la Höfer ha intrapreso un progetto al museo del Louvre, documentando le diverse gallerie, esaminando non solo l’arte sacra in esbizione, ma anche il loroo desgin individuale, archi, pavimentazioni e decorazioni, nella completa assenza di spettatori e turisti.

La prima mostra personale della Höfer si è tenuta nel 1975 alla Konrad Fischer Galerie di Düsseldorf. Da allora, la Höfer ha avuto mostre personali in musei in tutta Europa e negli USA, tra cui la Kunsthalle Basel, il Portikus a Francoforte, la Hamburger Kunsthalle, e il Power Plant di Toronto. E’ stata inclusa da Okwui Enwezor in Documenta 11 a Kassel nel 2002, e ha rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia nel 2003, insieme a Martin Kippenberger. La prima esibizione completa delle sue oepre in Nord America, si è tenuta sotto il titolo “Architecture of Absence” al Norton Museum of Art nel 2006. Quello stesso anno, ha tenuto mostre personali al Museo del Louvre, Parigi e all’Irish Museum of Modern Art, Dublino.

Le operere della Höfer sono incluse in importanti collezioni a livello mondiale, tra cui la Bibliothèque Nationale de France e il Centre Pompidou, Parigi; il Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; J. Paul Getty Museum, Los Angeles; Kunsthalle Basel; Kunsthalle Hamburg; Kunsthaus Bregenz; Museum Folkwang, Essen; Museum of Modern Art, New York; San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco; St. Louis Art Museum, St. Louis. Tra i più importanti collezionisti privati da annoverare il Senatore americano Thomas Eagleton.

Qui un’intervista a Klat Magazine

Candida Höfer (born 1944) is a Cologne, Germany-based photographer and a former student of Bernd and Hilla Becher. Like other Becher students – Axel Hütte, Andreas Gursky, Thomas Ruff, Thomas Struth – Höfer’s work is known for technical perfection and a strictly conceptual approach.From 1997 to 2000, she taught as professor at the Hochschule für Gestaltung, Karlsruhe.

Born 1944 in Eberswalde, Province of Brandenburg, Candida Höfer is a daughter of the German journalist Werner Höfer. From 1964 – 1968 Höfer studied at the Kölner Werkschulen (Cologne Academy of Fine and Applied Arts). After Graduation, she began working for newspapers as a portrait photographer, producing a series on Liverpudlian poets. From 1970 to 1972, she studied daguerreotypes while working as an assistant to Werner Bokelberg in Hamburg. She later attended the Kunstakademie Düsseldorf from 1973 to 1982, where she studied film under Ole John and, from 1976, photography under Bernd Becher. Along with Thomas Ruff, she was one of the first of Becher’s students to use color, showing her work as slide projections. While at school, she conceived a film which she shot jointly with Tony Morgan in the Düsseldorf ice cream parlour Da Forno in 1975.

Höfer began taking color photographs of interiors of public buildings, such as offices, banks, and waiting rooms, in 1979 while studying in Düsseldorf. Her breakthrough to fame came with a series of photographs showing guest workers in Germany, after which she concentrated on the subjects “Interiors”, “Rooms” and “Zoological Gardens”. Höfer specialises in large-format photographs of empty interiors and social spaces that capture the “psychology of social architecture”. Her photographs are taken from a classic straight-on frontal angle or seek a diagonal in the composition. She tends to shoot each actionless room from an elevated vantage point near one wall so that the far wall is centered within the resulting image. From her earliest creations, she has been interested in representing public spaces such as museums, libraries, national archives, or opera houses devoid of all human presence. Höfer’s imagery has consistently focused on these depopulated interiors since the 1980s Höfer groups her photographs into series that have institutional themes as well as geographical ones, but the formal similarity among her images is their dominant organizing principle.

In her Zoologische Gärten series (1991), Höfer shifts her focus away from interiors to of zoos in Germany, Spain, England, France, and the Netherlands. Implementing her typically descriptive style, Höfer’s images again seek to deconstruct the role institutions play in defining the viewer’s gaze by documenting animals in their caged environments.

In 2001, for Douze-Twelve, commissioned by the Musée des Beaux-Arts et de la Dentelle in Calais and later shown at Documenta 11, Höfer photographed all 12 casts of Auguste Rodin’s The Burghers of Calais in their installations in various museums and sculpture gardens. From 2004 to 2007, she traveled the world to photograph conceptual artist On Kawara’s iconic Date Paintings in the homes of private collectors. In 2005, Höfer embarked upon a project at the Musée du Louvre, documenting its various galleries, examining not only the sacred art they exhibit but also their individual design, arches, tiles and embellishments, with spectators and tourists entirely absent.

Höfer’s first solo exhibition was in 1975 at the Konrad Fischer Galerie in Düsseldorf. Since then, Höfer has had solo exhibitions in museums throughout Europe and the United States, including the Kunsthalle Basel, Portikus in Frankfurt am Main, the Hamburger Kunsthalle, and the Power Plant in Toronto. She was included by Okwui Enwezor in Documenta 11 in Kassel in 2002, and she represented Germany at the Venice Biennale in 2003 together with the late Martin Kippenberger. The first comprehensive North American survey of her work was shown under the title “Architecture of Absence” at Norton Museum of Art in 2006. That same year, she had solo exhibitions at Musée du Louvre, Paris, and the Irish Museum of Modern Art, Dublin.

Höfer’s works are represented in important collections worldwide, including the Bibliothèque Nationale de France and the Centre Pompidou, Paris; Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; J. Paul Getty Museum, Los Angeles; Kunsthalle Basel; Kunsthalle Hamburg; Kunsthaus Bregenz; Museum Folkwang, Essen; Museum of Modern Art, New York; San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco; St. Louis Art Museum, St. Louis; among others.Major private collectors include United States Senator Thomas Eagleton.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...