Jacob Aue Sobol

Jacob Aue Sobol (nato nel 1976) è un fotografo danese. Ha lavorato in giro per il mondo, incluso Groenlandia dell’est, Guatemala, Tokyo, Bangkok e Copenhagen.
Nel 2007 Sobol è entrato a far parte dei fotografi di Magnum Photos. I suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre, in particolare alla Yossi Milo Gallery a New York e alla Diemar/Noble Photography Gallery a Londra.

Nato a Copenhagen, Jacob Aue Sobol ha vissuto in Canada dal 1994 al 1995. Di ritorno in Europa, ha inizialmente frequentato l’European Film College e dal 1998 ha studiato presso Fatamorgana, la Scuola Danese di Fotografia d’ Arte.
Nell’autunno del 1999, si è recato nella remota Groenlandia dell’est, nel villaggio di Tiniteqilaaq per fotografare. La visita doveva durare inzialmente solo alcune settimane, ma dopo aver incontrato Sabine, una ragazza locale, Sobol è ritornato l’anno successivo ed è rimasto lì per i due anni seguenti, vivendo come pescatore e cacciatore.

Nel 2004 Sobol pubblica Sabine, che ritrae appunto Sabine, con fotografie e testi e descrive il suo incontro con la cultura groenlandese. Le foto nel libro esprimono il linguaggio fotografico che Jacob ha sviluppato a Fatamorgana.
Nell’estate del 2005, Sobol andò in Guatemala con una trope cinematografica per girare un documentario sul primo viaggio verso l’oceano di una giovane ragazza Maya. L’anno successivo è ritornato sulle montagne del Guatemala, questa volta da solo. Ha vissuto per un mese con una famiglia indigena per documentare la loro vita di tutti i giorni.

Nel 2006 si è trasferito a Tokyo, dove ha vissuto e lavorato per i successivi 18 mesi, esplorando la città. Le immagini di questo progetto sono tate presentate a I, Tokyo. Commentando il libro, Miranda Gavin apprezza come “la sensibilità del suo approccio risplende attraverso il lavoro e lo caratterizza come uno dei fotografi di nuova generazione con la capacità di consentire all’erotismo e al pericolo di filtrare atraverso le sue immagini, senza che queste diventino sordide o dei cliché”.
Nel 2008, Sobol ha lavorato a Bangkok, fotografando ragazzini in lotta per la sopravvivenza negli slums di Sukhumvit, nonostante il periodo di propserità economica del paese.
Nel 2009 è ritornato a Copenhagen.

Questo il link al suo sito e qui un intervista su Vogue Italia

Jacob Aue Sobol (born 1976) is a Danish photographer. He has worked around the world, including in East Greenland, Guatemala, Tokyo, Bangkok and Copenhagen.

Since 2007 Sobol has been a nominee at Magnum Photos. His works are widely exhibited, notably at the Yossi Milo Gallery in New York and at the Diemar/Noble Photography Gallery in London.

Born in Copenhagen, Jacob Aue Sobol lived in Canada from 1994 to 1995. Back in Europe he first studied at the European Film College and from 1998 at Fatamorgana, the Danish School of Art Photography.

In the autumn of 1999 he went to the remote East Greenland village of Tiniteqilaaq to photograph. The visit was only supposed to last a few weeks but after meeting a local girl, Sabine, he returned the following year and stayed there for the next two years, living the life of a fisherman and hunter.

In 2004 Sobol published Sabine, which in photographs and narrative portrays Sabine and describes his encounter with Greenlandic culture. The pictures in the book express the photographic idiom he developed at Fatamorgana.

In the summer of 2005, Sobol went with a film crew to Guatemala to make a documentary about a young Mayan girl’s first trip to the ocean. The following year he returned to the mountains of Guatemala, this time by himself. He stayed with an indigenous family for a month to document their everyday life.

In 2006 he moved to Tokyo where he lived and worked for the next 18 months, investigating the city. The pictures from this project were presented in I, Tokyo. Commenting on the book, Miranda Gavin appreciates how “the sensitivity of his approach shines through the work and sets him apart as one of a new generation of photographers with the ability to allow eroticism and danger to seep through his images without becoming sordid or clichéd.

Jacob Aue Sobol became a nominee of Magnum Photos in 2007.

In 2008, Sobol worked in Bangkok where he photographed children fighting for survival in the Sukhumvit slums, despite the country’s growing economic prosperity. In 2009, he moved back to Copenhagen.

Awards
2005 Deutsche Börse Photography Prize nominations for Sabine
2006 World Press Photo Award in the Daily Life Stories category, for the Guatemala series
2007 Fogtdal Photographers Award
2008 Nominated, Paul Huf Award
2008 Leica European Publishers Award for Photography for I, Tokyo
2009 UNICEF Germany Photo of the Year Awards: Honorable Mention

Exhibitions
2013 Arrivals and Departures, Leica Gallery Prague, Czech Republic
2010 Sabine & I,Tokyo, Yossi Milo Gallery, NY
2009 I, Tokyo, Rencontre D’Arles, Arles, France
2008 I, Tokyo, Brandts Museum of Photographic Art, Odense, Denmark
2007 Sabine, Silo Gallery, Porto, Portugal
2007 Sabine, Month of Photography, Kraków, Poland
2007 Sabine, Gallery Sztuki, Konin, Poland
2006 Sabine, Yours Gallery, Warsaw, Poland
2006 Sabine, Open Eye Gallery, Liverpool, UK
2004 Sabine, Superdanish, Festival of Danish Art, Toronto, Canada
2004 Sabine, Frederiks Bastion, Copenhagen, Denmark
2003 Tiniteqilaaq – The strait that runs dry at low tide, Odense Phototriennale, Denmark

An interview

http://www.auesobol.dk/

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